Fase 2: dal 4 maggio si potrà correre anche lontano da casa

Cambiano le regole per lo svolgimento dell'attività fisica, riaperti parchi e si a passeggiate in bicicletta

In questi giorni, dopo l’annuncio del Premier Conte relativo alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, si è dibattuto molto in merito ai cambiamenti che dal 4 maggio saranno effettivi sul tema attività motoria all’aperto.

Come noto resteranno chiuse le palestre e i centri sportivi, poiché rimane in vigore il divieto di assembramento. Infatti, l’attività motoria sarà consentita solamente a livello individuale e nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Non si potrà correre in coppia, ma si potrà accedere liberamente ai parchi

Questo perché ora, secondo le nuove disposizioni, sarà possibile allontanarsi e fare jogging andando ben oltre il perimetro di casa, come invece disposto durante la fase 1 dell’epidemia. 

Il dibattito, in queste ore, è girato intorno anche alla differenza tra attività motoria e attività sportiva. Bene, è doveroso precisare che per il Ministero della Salute l’espressione “attività motoria” è sinonimo di "attività fisica”, per a quale si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.

"Il concetto di attività fisica – precisa il ministero – è molto ampio. La definizione di attività motoria si adatta quindi tanto alla camminata quanto a un giro in bicicletta e la corsa. Tutto quello che si fa in solitaria per tenersi in forma".

L’attività sportiva, invece, riguarda gli agonisti: per gli sport singoli si potrà tornare ad allenarsi in sicurezza, sempre nel rispetto delle norme di cui sopra. Per gli sport di squadra la data ipotizzata è quella del 18 maggio, salvo cambiamenti dell’ultima ora. 

Per chi deciderà di svolgere attività fisica utilizzando la bicicletta rimane il divieto di uscire dalla propria regione di residenza. 

Questo grande cambiamento metterà alla prova il buon senso dei corridori e dei ciclisti, oltre che di tutti coloro che vorranno fare attività fisica all’aperto: riusciranno ad evitare spostamenti massivi o assembramenti nei parchi? Rispetteranno le distanze interpersonali? 

Conosceremo presto le risposte a questi interrogativi, nel frattempo, per chi ha timore di uscire e rischiare di incappare in “atleti” improvvisati non curanti delle norme di sicurezza, rimane sempre valida un’alternativa: l’allenamento in casa

Tanti i programmi individuali da seguire, distribuiti mediante video su social di qualsiasi genere. Sempre più persone però stanno, a causa della permanente chiusura delle palestre, stanno decidendo di affidarsi a programmi di allenamento preparati da professionisti del fitness. Insomma, anche l’attività motoria si sta orientando verso “l’on demand”, che sia questo l’inizio di un cambiamento culturale rilevante?

Staremo a vedere.

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