VILLAGGIO DELLA SALUTE, PERSICI: “IL CORONAVIRUS CI LASCIA UN INSEGNAMENTO: DOBBIAMO PUNTARE SULLA PREVENZIONE PRIMARIA”

Il Presidente del Villaggio si è soffermato sul difficile momento che sta vivendo il nostro Paese

“Dobbiamo andare avanti ma guardando indietro, senza fare processi, senza polemizzare. Ai nostri medici, eroi di questi giorni difficili, vanno fatti i complimenti. Un elogio va fatto anche alla Protezione Civile e al Governo, alle prese con una situazione complessa, gestita grazie alle indicazioni della scienza, che ha indicato loro la strada da seguire.

Questi numeri spaventosi sui contagi e sui decessi causati dal Covid-19 – afferma il presidente del Villaggio della Salute Persici - sono dovuti, probabilmente, a deficit di cultura della prevenzione del nostro Paese. In futuro sarebbe opportuno avere un piano per farci trovare pronti ad un’eventualità del genere, dal momento che parliamo di un problema ricorrente: ricordiamo tutti la Spagnola, la suina, la Sars. 

Se dovessimo di nuovo confrontarci con una situazione simile, avendo un piano di azione ben definito, potremo permettere al Paese di andare avanti senza fermare la macchina produttiva.

Infatti, analizzando i dati diffusi dalle istituzioni sanitarie, sembrerebbe che le persone maggiormente a rischio siano gli over 50 e chi è alle prese con problemi respiratori o patologie pregresse. Ciò significa, probabilmente, che isolando e mettendo in sicurezza queste due categorie di persone saremo in grado di garantire una migliore continuità alle imprese italiane e a tutto il Paese.

Se ci doteremo di questo strumento, con ogni probabilità, quelle poche persone nelle categorie a rischio colpite da forme virali come il Covid-19, avranno un’assistenza più agevole negli ospedali. 

Analizzando i numeri sembrerebbe possibile affermare che una persona in perfetto stato di salute contraendo il virus si sarebbe vaccinata naturalmente, senza incorrere in un decorso pesante della malattia, proprio come accade per una normale influenza. Infatti, sono poche le vittime sotto i 50 anni di età e quasi tutte con gravi patologie preesistenti, con un sistema immunitario già compromesso. 

Oggi, purtroppo, rischiamo gravi conseguenze a livello economico, non è un mistero. Il nostro Governo sta lavorando alacremente insieme all’Europa per permettere al sistema Italia di rimanere in piedi. 

Qualcuno sostiene che molte aziende potrebbero non riaprire più e chi ci riuscirà lo farà con grande fatica.

Io credo che questa esperienza devastante debba insegnarci qualcosa – continua Persici - dobbiamo capire che la prevenzione è importante: se avessimo avuto sistemi immunitari sani, senza patologie pregresse, forse l’impatto del virus sarebbe stato minore. 

Il Villaggio della Salute promuove da tempo il concetto di stili di vita basati sulla prevenzione primaria, perché sappiamo che ci aiutano a scongiurare, ad esempio, l’ipertensione (che nel 97% dei casi è da stili di vita errato), il diabete di tipo 2 (alimentazione errata e non solo). Queste due patologie innescano una catena di problemi che favoriscono l’insorgenza di malattie di natura cardiovascolare o tumorale senza considerarne altre di cui si parla spesso, comunque collegate a stili di vita errati che non salvaguardano il nostro sistema immunitario. 

Ci sono persone sane, probabilmente con difese naturali perfette, che nemmeno si accorgono di avere il Coronavirus. 

Per questa ragione dico: rivediamo il concetto di prevenzione, perchè per curarci spendiamo 115 miliardi di euro per il servizio pubblico e 40 miliardi di privato. 

Sono fermamente convinto che curarci è importante ma se non ci ammaliamo è meglio.  

Come possiamo non ammalarci?

Possiamo farlo adottando finalmente uno stile di vita sano e corretto. Tutti sono d’accordo con questo concetto, promosso anche dall’OMS, nessuno però fa abbastanza affinché questo possa penetrare nella coscienza popolare.

È fondamentale avere una comune coscienza preventiva, un’unica visione possibile soltanto attraverso l’instaurazione di comunità territoriali diffuse, che abbiano come scopo primario la tutela della salute. Dobbiamo riformare la cultura del nostro popolo, le persone devono adottare uno stile di vita sano, basato su alimentazione giusta, sull’attività fisica e fare tutto questo in comunità è più facile.

Da soli si rischia di non farcela, di cadere in tentazione o di essere distratti troppo spesso dall’ambiente che ci circonda, dalle altre persone, che non seguono un percorso di salute. 

Condividere, invece, quell’idea in una comunità che crede nella visione del Villaggio renderebbe tutto più facile.

Per questo bisogna creare ambienti che favoriscano l’adozione di uno stile di vita giusto, che facciano andare le persone, in maniera del tutto naturale, verso quel percorso sano. 

Solo così potremo costruire comunità diffuse sul territorio per il benessere più prezioso, la salute. 

Lo vogliamo ribadire proprio oggi, in questo momento difficile.

Dobbiamo cogliere questa una importante lezione da questa esperienza fortemente negativa, dobbiamo guardare il lato positivo: questo lungo incubo – conclude il Presidente del Villaggio della Salute – ci sarà utile per fare delle importanti riflessioni. Ad oggi nessuno sta parlando concretamente di prevenzione primaria, l’Italia è formidabile sull’azione curativa perché la cura è business, forse il più grande che c’è.

Se noi riuscissimo, invece, a far diventare business e volano economico le attività che costituiscono la prevenzione primaria, così come descritte dalla visione de “Il Villaggio della Salute”, allora tutto potrebbe funzionare”.  

Il Villaggio della Salute: